• DOVE – È preferibile che l’integrazione avvenga in inverno, nella stalla o nei pascoli aziendali, ciò garantisce migliore sorveglianza e la possibilità di correggere comportamenti non desiderati. L’ambiente ristretto favorisce le occasioni d’incontro, la familiarizzazione e l’integrazione dei cani all’interno della mandria o del gregge. L’integrazione in estate al pascolo può essere facilitata nel caso si utilizzino cani adulti e esperti o nel caso di cuccioli se presenti già cani con esperienza. Nell’inserimento in stalla o in un ambiente ristretto, in qualsiasi momento dell’anno è importante ricordarsi di ricavare un piccolo spazio dove collocare i cani nel momento della loro ambientazione. Il contatto iniziale con il bestiame deve essere visivo ed olfattivo. Lo stesso spazio servirà, inoltre, anche per creare un’area di sicurezza per i cuccioli, quando si deciderà che è il momento giusto per far entrare in contatto bestiame e cani. Baste solo creare una apertura, dove solo i cuccioli possano entrare e lasciare cibo e acqua al suo interno. É importate osservare fin da subito la reazione del bestiame, soprattutto nei casi in cui gli animali sono stressati per pregressi attacchi, o perché non conoscono i cani o infine perché, per caratteristiche legate alla razza, possono mostrare atteggiamenti di diffidenza e a volte di aggressività. É fondamentale, quindi, che i primi contatti fisici avvengano sempre sotto il controllo del pastore.
  • QUANTI – Allevare più cuccioli insieme è sicuramente una scelta economica e vantaggiosa. Non solo, ma può rappresentare un utile diversivo per i cuccioli, che dirottano le loro naturali esigenze di socializzazione tra di loro piuttosto che con il bestiame. In questa fase, però, devono essere attentamente supervisionati perché potrebbero fare squadra contro il bestiame, meglio includerlo nelle loro attività di gioco, causando a volte lesioni sui capi più giovani. Diversamente, i cani potrebbero legarsi più tra loro che con il bestiame, situazione che è da considerarsi ottimale esclusivamente se i cani lavoreranno sempre insieme. Se i cuccioli saranno separati in fase adulta, è opportuno farli crescere insieme ma separarli periodicamente per ridurre il legame emotivo che li unisce. L’alternativa migliore rimane comunque integrare direttamente i cuccioli con un cane da protezione adulto ed esperto.
  • CHE SESSO – In base alle attuali conoscenze il sesso dei cani non influenza la funzione di protezione del cane. Nel caso di due cani è preferibile scegliere l’associazione fra individui di sesso opposto se dovranno proteggere il bestiame insieme. In questo caso è fondamentale prenderli da due linee di sangue diverse, oppure considerare, in fase adulta, la rimozione chirurgica degli organi riproduttivi o la gestione degli estri della cagna per evitare accoppiamenti tra consanguinei.
  • COME – Le procedure d’inserimento devono essere sempre graduali ed è necessaria la costante vigilanza dell’allevatore per valutare le reazioni dei cani alla presenza del bestiame e viceversa. É consigliato iniziare l’integrazione del cucciolo in stalla con pochi capi di bestiame d’indole docile già abituati alla presenza di cani da protezione, per poi gradualmente introdurli ad un numero maggiore di capi di bestiame e alle aree di pascolo. In caso non sia possibile isolare pochi capi di bestiame, è fondamentale mantenere una costante supervisione del gruppo per correggere eventuali comportamenti non desiderati. Per poter procedere in modo graduale è consigliato ricavare uno spazio, all’interno della stalla o dell’area di pascolo, dove i cuccioli possono entrare in contatto visivo ed olfattivo con il bestiame e viceversa, ma non quello fisico. Nello stesso spazio deve essere posto il cibo e l’acqua. Il tempo di permanenza in questo spazio deve essere limitato a pochi giorni, quando si nota che il bestiame si è tranquillizzato e i cani pure. Se possibile si deve lasciare quello spazio ancora a disposizione dei cani per un periodo anche quando gli stessi cominciano ad interagire con il bestiame con un contatto fisico. Questo permette ai cuccioli di trovare una loro comfort zone da utilizzare in caso in cui il bestiame tende a reagire alla loro presenza.
    Di seguito sono riassunte le fasi più critiche dell’inserimento a partire dalle prime settimane di vita in relazione allo sviluppo delle tre componenti comportamentali o “attitudini” che rendono un cane efficiente nel suo lavoro di protezione: attenzione, l’affidabilità, istinto di protezione.


Sviluppo del comportamento di attenzione

Il livello di attenzione del cane verso il gregge o la mandria si sviluppa durante la fase di attaccamento sociale, in particolare tra la quarta e la quattordicesima settimana di vita dei cuccioli.


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Fase 1 (nascita-8 settimane)
Descrizione – Questa parte dello sviluppo avviene di solito nei pressi dell’azienda agricola zootecnica dove nascono i cuccioli. Già dalle prime due settimane di vita i cani incominciano a stabilire i primi contatti sociali che contribuiranno a creare un legame affettivo con la madre e gli altri membri della cucciolata. Tuttavia già dalla terza settimana i cuccioli sono in grado di notare (vedere e sentire) individui di altre specie: altri cani, persone e bestiame.
Elementi chiave per un buon esito – È auspicabile che già da questa fase i cuccioli abbiano la possibilità di familiarizzare con il bestiame ma non devono essere allontanati dalla madre prima delle 8-10 settimane di vita, al fine di evitare anomalie comportamentali nello sviluppo dell’adulto. Questo aspetto è affrontato anche dalla normativa nazionale che ne vieta l’allontanamento prima del secondo mese di vita.
Fase 2 (8-16 settimane)
Descrizione – Coincide con la fase di socializzazione più critica dei cuccioli, cioè quella in cui si forma e si stabilisce il legame e, quindi, l’attaccamento ad altri individui. Se l’allevatore ha erroneamente deciso di non tenere associati madre e cuccioli al bestiame nelle prime 8 settimane di vita, deve rimediare a partire dall’ottava-decima settimana (e non oltre la sedicesima), che i cuccioli devono arrivare nella nuova “casa”: l’azienda di lavoro. Deve inoltre comunicare al collega pastore la sua pregressa scelta per poter dare degli elementi validi al nuovo pastore al fine di poter analizzare il comportamento dei cani.
Elementi chiave per un buon esito – In questa fase i cuccioli devono avere la possibilità di familiarizzare e socializzare con il bestiame. I cuccioli vanno posti all’interno di un’area delimitata (es. ovile, stazzo o strutture simili; ciò favorisce l’interazione tra gli animali ed evita la fuga del cane), opportunamente separati dal bestiame ma con strutture (es. reti, pancali) che consentano la comunicazione visiva e olfattiva. Deve essere evitato che il cucciolo vaghi libero nell’azienda. La struttura di contenimento deve essere possibilmente distante dalle abitazioni per minimizzare qualsiasi distrazione che può interferire con la creazione di un legame preferenziale con il bestiame, ma sufficientemente vicina per consentire il controllo quotidiano dello sviluppo comportamentale del cane. È fondamentale nutrire 2-3 volte giorno il cucciolo e con  la stessa frequenza controllarne le condizioni di salute e il comportamento, minimizzando le interazioni e le attenzioni.
Procedure – Si consiglia di mettere in contatto il cucciolo con non più di 2 – 6 animali d’indole docile e che non presentino stati di timore o paura nei confronti di cani. In caso non sia possibile isolare dal bestiame 2-6 animali, mantenere una maggiore supervisione del cane. Nel caso di cuccioli molto timidi o molto giovani di età, si consiglia di mantenere il contatto visivo con il bestiame evitando il contatto fisico per alcuni giorni (orientativamente 4-8 giorni) per favorire l’accettazione reciproca. È opportuno mantenere sempre un’area in cui il cucciolo possa trovare ricovero e cibo in isolamento rispetto al bestiame: separare le aree di alimentazione garantisce che il cucciolo non si senta minacciato ed evita, pertanto, lo sviluppo di interazioni aggressive e intimidatorie. D’altra parte è bene mantenere anche un’area comune di accesso all’acqua e di rifugio e al riparo da agenti atmosferici, per stimolare e creare contesti di familiarizzazione reciproca. In questa fase le interazioni con l’uomo dovrebbero limitarsi all’alimentazione e al controllo sanitario che per il cucciolo è già un contatto fisico importante. Il cucciolo deve essere abituato fin da subito a collare e guinzaglio, per favorire la futura gestione dell’animale in caso di necessità (es. visita veterinaria, periodi di degenza o altro).
Indicatori di successo – L’osservazione di alcuni comportamenti è importante per capire se la fase di attaccamento tra cane e bestiame stia progredendo con successo: 1) il cucciolo e il bestiame dormono insieme; 2) il cucciolo non evita e non si allontana dal bestiame; 3) il cucciolo manifesta comportamenti di sottomissione e di curiosità che non minacciano il bestiame, per esempio si avvicina  agli animali con le orecchie all’indietro, evita lo sguardo diretto, manifesta comportamenti di “grooming” (lecca il muso e le orecchie degli animali) e si sdraia sul dorso; 4) in caso di avvertito pericolo il cucciolo corre in direzione del bestiame e si nasconde tra gli animali (non si è ancora sviluppato un comportamento protettivo); 5) il cucciolo mostra riluttanza a lasciare il bestiame nonostante il comando dell’allevatore.
Fase 3 (dai 4 mesi al completo sviluppo sessuale)
Descrizione – In questa fase è importante rinforzare la socializzazione con il bestiame. Siamo nella fase che precede quella dello sviluppo sessuale, definibile come preadolescenziale. In questo periodo bisogna evitare che l’animale girovaghi o si allontani dal bestiame; è necessario che il cucciolo affronti vere esperienze di confronto sociale, con una vera e propria ricerca di un ruolo nel proprio gruppo. Inoltre, bisogna tenere in considerazione lo sviluppo degli ormoni sessuali, che possono influenzare il comportamento del cane.
Procedure – In questa fase si iniziano a individuare le caratteristiche legate più strettamente alla razza o l’incrocio di razza, quali attitudini, vocazioni e carattere dell’individuo. Serve una costante osservazione poiché la ricerca di una leadership e il presentarsi di prime espressioni ormonali possono modificare i comportamenti che i cani hanno manifestato nei mesi precedenti. Per poter seguire gli animali anche nelle ore notturne è possibile utilizzare delle videocamere di sorveglianza con scheda traffico dati e pannelli solari per ricaricare le batterie.
Indicatori di successo – Gli indicatori sono gli stessi registrati per la fase precedente.

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Sviluppo del comportamento di affidabilità

L’affidabilità del cane nei confronti del bestiame inizia fin dalla quattordicesima settimana di vita, durante il periodo detto di socializzazione, in cui l’attività di gioco sociale si sviluppa. In questa fase vanno corretti eventuali comportamenti di tipo predatorio, agonistico, o di gioco sociale, nei confronti del bestiame.


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  • Lesioni superficiali causate da cuccioli troppo "giocosi"
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Fase 4 (3 settimane – 24 mesi)
Descrizione – Questo periodo si sovrappone in parte ai precedenti. L’inizio del gioco nello stesso ambiente può coinvolgere non solo i fratelli della cucciolata, ma anche i capi di bestiame più giovani (agnelli, capretti) oppure gli adulti nel caso di pollame di taglia medio piccola. In questa fase i cuccioli possono manifestare una eccessiva tendenza al gioco e una certa temerarietà, inseguendo il bestiame (e provocando a volte piccole lesioni superficiali) e stimolando potenziali reazioni aggressive e/o di paura reciproca, deleterie per consolidare l’affidabilità del cane. Se presenti, questi comportamenti devono essere subito corretti. La supervisione e la correzione di comportamenti indesiderati sono critiche in questa fase. Alcuni allevatori consigliano di porre particolare attenzione alla presenza di capi di bestiame non in perfetta salute o con difficoltà nei movimenti, poiché, anche se raramente, i cani giovani tendono a concentrarsi su di loro, manifestando comportamenti anomali (raspano i fianchi e il dorso dell’animale e asportano il pelo). Quando si notano tali comportamenti è opportuno rimuovere i capi feriti dal gruppo per il loro benessere e per aiutarli nella loro tranquilla ripresa. La fase legata al possibile sviluppo di un comportamento predatorio può trovare diverse motivazioni, tra cui: predazione, allenamento alla predazione, comunicazione sociale, abbassamento dello stress. A questi si aggiunge la possibilità dello sviluppo di un sistema agonistico che può portare a manifestazioni di aggressività su bestiame, quando il soggetto reputa tale risorsa limitata o indispensabile al fine di mantenere il suo benessere (es. cibo, spazio vitale etc.). Date le premesse è necessario che il cane incominci a stabilire un legame sociale con tutti gli animali a cui sarà associato il prima possibile e sempre supervisionato dal pastore nei periodi più sensibili, prescindendo dalla specie e dalla presenza di altri cani nella azienda.
Elementi chiave per un buon esito – Per procedere in questa fase è fondamentale capire se il cane è sufficientemente maturo per accedere al pascolo, con un numero maggiore di capi da proteggere, e se è in grado di gestire animali più difficili, per esempio gli arieti. In questo stadio, infatti, il cane dovrebbe essere esposto a tutti gli animali (in termini di classe, sesso ed età) che dovrà proteggere. Pertanto una corretta e costante supervisione del comportamento del cane e delle interazioni con il bestiame è fondamentale. È necessario ricordare che: 1) essere pazienti e non avere fretta, perché sarà più difficile correggere i comportamenti non desiderati in fase adulta; 2) essere sicuri che tutto il bestiame originario abbia accettato la presenza del cane, per evitare che siano trasmessi cattivi esempi ai nuovi arrivati; 3) bisogna, inoltre, ricordarsi che se il cane o più cani della stessa età non sono supportati da un branco già operativo, è necessario una supervisione del pastore al pascolo al fine che non subiscano, in caso di attacco, traumi psicofisici gravi nelle fasi più giovanili (meno di 12 mesi); 4) correggere l’espressione di comportamenti di gioco e/o aggressività nei confronti del bestiame prima di aggiungere nuovi individui; 5) incoraggiare il cane a non abbandonare mai il bestiame.
Procedure – Al fine di correggere comportamenti indesiderati (ogni cane a sé), è opportuno osservare il cane e il bestiame; se il cane persevera in questi comportamenti, si consiglia di tentare di reprimerli con degli espedienti: 1) utilizzo di sostanze disgustose, ma non tossiche, da mettere sulle orecchie degli animali domestici; 2) inserimento di animali più aggressivi che respingano il gioco (es. giovani arieti), ma controllando che non siano troppo aggressivi con il cane e che non creino problemi nella gestione delle pecore adulte. È importante, però, ricordare che l’eccessivo gioco potrebbe dipendere da un’alimentazione non appropriata (troppo energica), mentre il comportamento predatorio potrebbe essere scatenato da una carenza importante di proteine e dal fatto che gli animali siano in calore o entrino nella fase dello sviluppo sessuale (vedere sezione “Come si gestisce un cane“). Per verificare se sono presenti carenze nutrizionali consultare un veterinario nutrizionista. Per la gestione del calore, valutare con un veterinario la possibilità di sterilizzare i cani che non si intende far riprodurre. Nei casi in cui non è possibile procedere con la sterilizzazione isolare i cani durante il calore, tenendo presente che le femmine risultano in genere più agitate e meno docili nei primi calori. Infine, durante la fase dello sviluppo sessuale bisogna prestare molta attenzione al comportamento dei cani, evitando gli scontri violenti e separando i soggetti più vulnerabili. Nel caso il cane abbandoni l’area di pascolo, ricondurlo, dopo un rimprovero verbale, nuovamente al pascolo con un mezzo o al guinzaglio. Si consiglia di insegnargli un comando unico per andare dal bestiame e per aiutarlo a rimanere al pascolo ( vedere sezione “Quali comandi dare al cane“; fornirgli, eventualmente, un incentivo positivo (es. alimentare).

Sviluppo del comportamento protettivo

Il comportamento di protezione si sviluppa più tardivamente ed è il risultato di comportamenti di lealtà e attenzione corretta.


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  • Adulto al pascolo
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Fase 5 (12 mesi e più)
Descrizione – Coincide con la fase di maturità del cane, ma è necessario non esporlo subito a situazioni di ripetuti attacchi da parte dei predatori perché potrebbe non avere raggiunto ancora la maturità psicoattitudinale e fisica, a meno che non sia associato a cani esperti. In questa fase e in quella precedente è fondamentale stimolare il cane a stare sempre vicino o nei pressi del bestiame.
Indicatori di successo – Maturità psicoattitudinale e fisica ed esperienza rendono un cane idoneo alla protezione. Sebbene non ci sia un’età predeterminata per stabilire quando un cane possa considerarsi “pronto”, è consigliabile aspettare che il cane abbia almeno un anno prima di lasciarlo definitivamente al pascolo senza la presenza di un branco già maturo, ma come suggeriscono alcuni autori l’intero processo potrebbe richiedere fino a due anni. Tuttavia: (a) il manifestarsi di comportamenti di esclusione territoriale (es. urinare con la zampa sollevata nei maschi e a volte anche nelle femmine); (b) pattugliamento del territorio con deposizione di marcature odorose (feci e urine) nelle zone periferiche e in punti ricorrenti, (c) una maggiore prontezza a rispondere e ad abbaiare a nuovi stimoli e (d) una tendenza a rimanere sempre associato al bestiame; sono tutti indicatori del raggiungimento di una buon livello di maturità.

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