• Per loro natura i cani da protezione richiedono poca supervisione da parte dell’uomo nello svolgimento del proprio compito, sono indipendenti e in grado di valutare in maniera autonoma ogni situazione, ma devono comunque imparare delle regole.
  • Allevare il cane a seguire delle regole è fondamentale per correggere comportamenti non desiderati (es. mordere il bestiame, inseguire le persone, allontanarsi dal bestiame) e per avvicinarlo (es. per valutarne la salute o per curarlo).
  • Essendo un cane da lavoro, i comandi devono essere pochi ma chiari: 1) “No” o un comando simile per interrompere un comportamento non desiderato; 2) “Vieni” o un comando di invito per farlo avvicinare; 3) “Vai alle pecore o vai al pascolo” o un comando simile per invitare il cane ad avvicinarsi agli animali. L’importante è non confondere mai i comandi; in altre parole, se un cane deve essere “rimproverato”, mai richiamarlo a sé, ma avvicinarsi e imporre il comportamento corretto.
  • È bene ricordarsi che il legame con l’uomo è fondamentale, ma il legame con il bestiame deve risultare primario. Questo vuol dire che il cane deve essere socializzato al proprio proprietario e che deve sempre mantenere una vicinanza al bestiame. Quando il pastore si allontana il cane da protezione non deve seguirlo, ma deve rimanere con il bestiame.
  • Sebbene sia sempre consigliabile mettersi in contatto con un tecnico specializzato, è possibile fornire qualche consiglio essenziale.
    • Nel percorso educativo del cane il ricorso alla punizione o a comportamenti che possono sollecitare paura o aggressione nel cane sono vivamente sconsigliati, ma una volta stabilite delle regole è necessario farle sempre rispettare.
    • Il metodo suggerito è quello del rinforzo positivo, in altre parole premiare azioni desiderate così che siano ripetute e ignorare, invece, azioni indesiderate per aiutare a eliminarle; quando necessario adottare la punizione negativa intesa come negazione di qualcosa di piacevole per il cane (es. legarlo).
    • Una volta che un comportamento è stato corretto e il cane si comporta come richiesto, fornire un premio come rinforzo positivo, così che il cane lavorerà in futuro per ottenere la ricompensa (una carezza associata a parole d’incoraggiamento: “bravo” e simili).
    • Può essere necessario, a volte, reprimere un comportamento sbagliato in maniera più perentoria con un rinforzo negativo, tipo un colpetto poco forte sul muso per fare vivere un disagio al cane. Ricordarsi, però, che la tempestività (cioè correggere il comportamento dopo pochi secondi) e la costanza nella correzione sono l’unica garanzia che il comportamento non desiderato non sia più ripetuto.

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