L’uso dei cani a difesa del bestiame offre una serie di benefici, ma anche dei limiti e/o svantaggi, come elencato di seguito; l’elenco è il risultato di studi, ricerche e interviste condotte in Italia e all’estero.

BENEFICI

  • Metodo efficace per ridurre gli attacchi dei predatori.
  • Metodo che diminuisce la vulnerabilità degli animali, soprattutto se associato alla custodia del pastore durante il pascolo e/o a recinzioni ben strutturate.
  • Metodo che consente un ritorno economico.
    • NB: l’uso dei cani è relativamente economico dopo il primo anno, una volta che i cani sono stati cresciuti, e sul lungo termine è ripagato da una riduzione delle perdite di bestiame.
  • Minor preoccupazione per l’imprenditore e maggiore tempo per altre attività.
    • NB: un cane è un lavoratore a tempo pieno, 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.
  • Minore stress emotivo per il bestiame in aree sottoposte ad attacchi cronici da predatori.
    • NB: Condizioni croniche di stress possono influire negativamente sullo stato di salute, sul benessere del bestiame (perdita di peso, indebolimento) e sulla sua produttività (per esempio calo di produzione di latte). Sebbene ulteriori ricerche siano necessarie in questo ambito, alcuni studi e interviste ad allevatori suggeriscono che la presenza dei cani da protezione renda il bestiame più tranquillo e docile, incrementando l’efficienza di utilizzo dei pascoli (maggiore tempo dedicato ad alimentarsi e migliori opportunità di foraggiamento). Inoltre, in presenza dei cani le greggi si mantengono più compatte in caso di attacco, rendendo la loro difesa migliore.
  • Metodo efficace per mettere in allerta il pastore.
  • Metodo che consente un utilizzo più efficiente del pascolo da parte del bestiame.
    • NB: Possibilità di gestire greggi o mandrie di dimensioni maggiori e di utilizzare più aree di pascolo, anche in zone più a rischio (es. arbusteti).
  • Metodo che migliora la conduzione del gregge sul pascolo.
    • NB: Possibilità di mantenere più compatto e controllato il bestiame.

 

LIMITI

  • L‘impegno economico può essere elevato nel primo anno.
  • L’impegno lavorativo può essere elevato nei primi due anni.
    • NB: Necessità di controllare ogni giorno come procede l’inserimento dei cani nel gregge o nella mandria per rilevare in maniera tempestiva l’insorgere di eventuali comportamenti non idonei (gioco verso gli agnelli, morsicature alle orecchie e alla coda degli agnelli o altro) o eventuali problemi di inserimento (per esempio a causa della presenza di pecore o capre particolarmente aggressive nei confronti dei cuccioli).
  • Se non si è sufficientemente esperti, necessità di assistenza almeno per il primo anno per garantire una corretta gestione quotidiana dei cani..
  • Necessità di avere una buona conoscenza del comportamento canino.
  • Il temperamento individuale dei cani e una loro non corretta crescita sono fattori che possono determinare l’insorgenza di comportamenti indesiderati, come ad esempio aggressività verso persone o bestiame, accoppiamenti indesiderati, scarsa attenzione agli animali.
  • Dove il turismo o le attività agrosilvopastorali (caccia, raccolta funghi, etc.) sono intense, i cani non adeguatamente formati possono creare problemi di sicurezza per i fruitori del territorio.
  • Necessità di una campagna informativa  per i fruitori del territorio e le aziende confinanti sul comportamento da tenere in prossimità delle aree di pascolo dove lavorano i cani (affissione di avvisi o segnaletica di presenza cani al pascolo).
  • Suscettibilità dei cani a diversi fattori di mortalità, ad esempio investimenti, avvelenamenti, malattie.

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