• L’efficacia delle recinzioni, e in particolare di quelle elettrificate, nel ridurre i danni al bestiame è stata verificata per numerosi predatori (lupo, cane, orso, coyote, ecc.) in contesti sia nazionali che internazionali.
  • La realizzazione secondo criteri antipredatori, il costante controllo e la manutenzione sono gli elementi indispensabili per il corretto funzionamento delle recinzioni. Infatti, le principali condizioni che possono ridurne fortemente l’efficacia sono riconducibili principalmente a errori umani:
    • errata altezza dei conduttori in relazione alle capacità del predatore di saltare, strisciare o passare in mezzo (ridotta altezza della recinzione, eccessiva altezza dal suolo del primo cavo, e eccessivo spazio tra i conduttori intermedi);
    • ridotte dimensioni della struttura in relazione alla consistenza numerica e alla razza allevata (nel caso di recinzioni elettrificate mobili);
    • assenza parziale e/o totale di manutenzione della struttura;
    • permeabilità dovuta ad aperture attraverso le quali i lupi o altri predatori possono entrare o vicinanza a punti come massi o zone sopraelevate o alberi che permettono ai predatori di entrare dall’alto;
    • danneggiamento della recinzione da parte di passanti;
    • danneggiamento della recinzione da parte di ungulati selvatici.
  • È stata osservata una maggiore efficacia delle recinzioni come dispositivo di prevenzione in greggi o mandrie nei seguenti contesti:
    • protezione del bestiame nei momenti più critici (parti)
    • protezione del bestiame vulnerabile (animali giovani o debilitati e femmine gravide)
    • emergenze (attacchi al bestiame costanti e ripetuti nel tempo);
    • condizioni meteorologiche avverse (nebbia con visibilità ridotta, pioggia) per la protezione del bestiame;
    • ricovero notturno del bestiame;
    • ricovero diurno temporaneo, quando il bestiame non pascola, in assenza di altri strumenti di prevenzione (cani da protezione);
    • utilizzo della recinzione durante il periodo dell’anno con più alto rischio di attacchi (luglio – ottobre).
  • L’utilizzo della sola recinzione, soprattutto se elettrificata mobile potrebbe essere insufficiente a proteggere il bestiame. Per ottenere una efficace protezione, infatti, è bene pensare ad una strategia antipredatoria che consiste nell’adozione di più strumenti contemporaneamente.
  • Un uso efficace delle recinzioni consente di mettere in atto le buone pratiche, sempre se unito ad altri strumenti di prevenzione, ovvero accorgimenti gestionali indispensabili per minimizzare il rischio di predazione. Permette, infatti, tra l’altro l’isolamento e il confinamento delle fattrici a termine, dei nuovi nati e dei capi infermi (vedi sezione “Riduci le vulnerabilità“).
  • Un uso efficace delle recinzioni, inoltre, non può prescindere dall’adozione di altre buone pratiche come la rimozione di attrattivi: carcasse e placente dal pascolo (se pur, nel caso delle placente, di difficile operazione nel caso di greggi o mandrie di grandi dimensioni) (vedi sezione “Riduci le vulnerabilità“).

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