• Particolare attenzione deve essere riposta nel caso di bestiame che manifesti comportamenti aggressivi nei confronti dei cani, soprattutto nel caso abbia subìto esperienze negative con altri cani o ripetuti attacchi da predatori. Il problema è risolvibile perché un cane da protezione non ha attitudine predatoria, ma è sempre bene selezionare gli individui con indole più docile e pacifica per la prima fase di socializzazione con il cane; soprattutto in questi contesti è fondamentale creare un’area di sicurezza per il cane o permettere ai cuccioli di ripararsi un un luogo di facile accesso ai cani e non al resto del bestiame.
  • In genere i cani da protezione manifestano attenzione e protezione nel periodo dei parti. Per i cani giovani potrebbe essere una fase stressante e potrebbero comportarsi in maniera inappropriata, tentando di interagire con i nuovi nati troppo precocemente e destare reazioni di difesa da parte delle madri. Questi comportamenti non compromettono la funzionalità del cane, è solo questione di esperienza, ma se ripetuti è bene utilizzare il guinzaglio per abituare il cane alla presenza dei nuovi nati, correggendo comportamenti indesiderati.
  • Fare attenzione, nel caso di cani giovani, anche a possibili errati e dannosi comportamenti che consistono nel tentare di tirare la placenta durante la sua espulsione, e/o leccare il cordone ombelicale del novo nato.
  • La presenza di un cane maturo può agevolare il processo di addestramento in queste situazioni più delicate. È comunque necessario che i parti avvengano in stalla o comunque in una zona protetta, in modo da rimuovere immediatamente e smaltire le placente e gli eventuali animali morti per non attrarre predatori e per assicurare un intervento immediato in caso di parti difficili.
  • Pratica comune negli allevamenti ovi-caprini è la suddivisione dell’intero comparto zootecnico in più gruppi, ad esempio pecore in lattazione e pecore in gestazione. Per favorire la protezione del bestiame anche i cani dovrebbero essere divisi tenendo conto della consistenza numerica di ogni gruppo. Se i pascoli sono limitrofi i cani tendono, in genere, a tornare insieme, lasciando alcuni gruppi incustoditi. Per ridurre questo rischio è consigliato, se possibile, scegliere pascoli distanti tra loro, ma sempre raggiungibili dall’allevatore per una sorveglianza diretta. In caso contrario, si suggerisce di mantenere uno dei gruppi nelle aree più vicine al centro aziendale con i cani più anziani o in aree di contenimento con caratteristiche anti-predatorie (se presenti si possono inserire anche i cani più giovani, che non sono ancora preparati per proteggere il bestiame al pascolo); al pascolo con l’altro gruppo dovranno essere inviati i cani con maggiore esperienza e che rispecchino le caratteristiche comportamentali descritte nelle fasi di crescita 4 e 5 riportate nel paragrafo “Come avviene l’integrazione di un cucciolo con il bestiame”.

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