• La presenza di altri cani da protezione formati può favorire l’integrazione di un nuovo cucciolo all’interno del bestiame o comunque agevolarne l’educazione, con riduzione dell’impegno da parte dei proprietari. Se un cucciolo è associato a un cane da protezione più anziano, sarà quest’ultimo a fornire il giusto addestramento, sebbene sia sempre opportuno mantenere una costante supervisione. Prima dell’inserimento è importante valutare attentamente i cani già presenti. É possibile che se l’adulto presenta un problema comportamentale il cucciolo tenda ad imitarlo.
  • È sempre utile iniziare il processo per gradi, in un ambiente più ristretto (una recinzione di dimensione minore) e non nel pascolo definitivo; in alternativa si può procedere con un’associazione al pascolo in una fase di sviluppo successiva (non oltre 6-7 mesi), ma facendo sempre attenzione a introdurre i cani reciprocamente con gradualità e sotto la supervisione di persone familiari, per evitare qualsiasi interazione negativa che possa poi rendere l’individuo più giovane timido, diffidente e pauroso. I rapporti iniziali tra i cani potrebbero far assistere l’allevatore a dei momenti di tensione che si manifestano con posture di dominanza e sottomissione, vocalizzi (ringhi, guaiti, abbaio etc.). Ciò può essere normale, specialmente quando si entra a far parte di un gruppo con una propria gerarchia, ma per questo motivo è fondamentale non introdurre il nuovo cane in situazioni critiche come ad esempio il momento della somministrazione del cibo.
  • Le prime fasi di socializzazione dovrebbero avvenire lontano dal bestiame, in un’area neutrale. Solo una una volta che i cani hanno stabilito una gerarchia fra loro, si può procedere con l’integrazione nel gregge o nella mandria.
  • È importante ricordare che se all’interno del gruppo uno o più cani sono emarginati, lo stress li può portare a comportamenti non desiderati come l’allontanamento dal bestiame perché vessati dagli altri cani, oppure scaricare lo stress sulla parte più debole del bestiame. In tal caso è necessario ripercorrere le fasi d’integrazione tra i cani, ad esempio associando prima il cane più “timido” e debole con un individuo dell’altro sesso e integrando poi gli altri, facendo attenzione di volta in volta a correggere comportamenti indesiderati.
  • In generale è bene associare due individui di sesso opposto e provenienti da linee di sangue diverse in caso si abbiano due cani. La scelta del sesso e del numero è legata a diversi fattori: la propria preferenza nella gestione di maschi o femmine; il temperamento, il carattere ed l’attitudine degli individui dominanti già presenti in azienda; oppure se si vuole una linea di sangue diversa, si valuterà il cane del sesso opposto a quello che si vuol far riprodurre. Se si divide il bestiame in più gruppi è possibile procedere con un inserimento a piccoli passi. Scegliere sempre il cane con una maggiore socialità rispetto agli altri cani e ben inserito nel gruppo e unirlo al nuovo arrivato. Stare sempre attenti ai primi giorni per valutarne atteggiamenti e relazioni. La gestione di gruppi con un numero maggiore di cani può essere difficile e una gerarchia chiara all’interno del gruppo contribuisce a mantenere tranquillità. Un cattivo stato di salute o di malnutrizione anche di un solo cane può far emergere dei conflitti all’interno del gruppo, così come una non adeguata gestione dei periodi dei calori. Questo ultimo punto è fondamentale, perché i maschi interi (non castrati), potrebbero creare dei momenti di alta conflittualità con il possibile ferimento anche grave di alcuni cani, se non addirittura alla morte di quegli individui che non si sottomettono o non si allontanano dal conflitto.  Tutto ciò ricade negativamente sull’efficienza e quindi sulla capacità di protezione del bestiame da parte dei cani. La gestione dei cani (sterilizzazione selettiva, controllo dell’età degli animali introdotti e di chi si riproduce, etc.) è uno dei primi passi da fare e può essere applicata seguendo precise regole, per esempio rispettare la “piramide delle età” e di esperienza all’interno del gruppo, mantenendo più rappresentativi i cani dominanti e con maggiore esperienza e considerando le possibili interazioni competitive tra i cani.
  • Problemi d’incompatibilità dovrebbero essere risolti immediatamente procedendo all’eventuale rimozione dal gruppo degli individui più conflittuali, se necessario.

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