Ecco i requisiti e i comportamenti accettabili che un cane da protezione dovrebbe esibire nel proprio lavoro di protezione e difesa del bestiame:

  • Comportamento di fedeltà e attaccamento al bestiame (attenzione). Il cane è primariamente legato al bestiame; il suo comportamento si orienta sempre a quello del bestiame, in presenza o meno del pastore, e mantiene un contatto permanente con il bestiame: lo segue al pascolo, dorme e girovaga in mezzo ad esso e, se arriva un estraneo, si pone tra questo e il bestiame. È opportuno che l’allevatore incoraggi sempre questi atteggiamenti. Può capitare che i cani si allontanino dal gregge o dalla mandria per esplorare e marcare il territorio, ma devono farvi ritorno in maniera autonoma. Queste escursioni dovrebbero limitarsi a temporanei allontanamenti: è quindi importante che questi movimenti non siano troppo estesi nello spazio e nel tempo.
  • Comportamento affidabile nei confronti del bestiame (affidabilità). Il cane non esibisce alcun comportamento aggressivo o predatorio (es. abbai, inseguimento, morsi) o di dominanza (avvicinamento e sguardo fisso negli occhi dell’altro, orecchie dritte in avanti, corpo rigido), né disturba la normale attività del bestiame; al contrario, esibisce comportamenti di sottomissione, esplorazione e prestazione di cure (es. rotola sulla schiena, si avvicina a un capo di bestiame con le orecchie piegate e nessun contatto con gli occhi, ne annusa il muso o la zona anale).
  • Comportamento di protezione nei confronti del bestiame (protezione). In caso di disturbo da parte di un estraneo (sia esso un predatore, una persona, un cane sconosciuto), il cane si mostra attento, reagisce velocemente e si dispone tra questo e il gregge (cane vigile: annusa l’aria, annusa per terra, solleva la testa e ascolta, assume atteggiamento di allerta in piedi o seduto, si alza in piedi e abbaia o ringhia, resta seduto ed abbaia o ringhia, urina, raspa per terra). Alla base della protezione vi è la capacità del cane di reagire a situazioni che esulano dalla routine, come abbaiare ad ogni evento non conforme ad una situazione di normalità o all’arrivo di un intruso o di un predatore. Il comportamento di protezione è il risultato di comportamenti di lealtà e attenzione corretta. Nel caso di più cani a difesa del bestiame, in genere ognuno tende a svolgere un ruolo che permetta di ottenere una migliore protezione: in presenza di un disturbo, alcuni si dispongono tra l’elemento estraneo e il bestiame mentre altri rimangono in posizione più centrale, all’interno del bestiame.
  • Comportamento equilibrato e non aggressivo verso persone estranee e confidente verso persone famigliari. Il cane non deve esibire comportamenti aggressivi verso persone estranee, ma reagire eventualmente abbaiando finché le persone non si sono allontanate. Questo comportamento è importante soprattutto in aree soggette a pressione turistica e densamente abitate. Il cane, di fronte all’avvicinamento di un estraneo, dovrebbe reagire con un comportamento di “avvicinamento e ritirata”, abbaiando con la coda alta, a volte scodinzolando (comportamento aggressivo o di dominanza o di allerta), ma le orecchie sono all’indietro ed è evitato lo sguardo diretto con l’intruso (postura di sottomissione).
  • Nessun comportamento predatorio nei confronti di animali selvatici. Il presentarsi di questa tipologia di comportamento potrebbe essere collegata ad altri problemi del cane e andrebbero valutati singolarmente dal pastore.

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