Come protegge il bestiame
- L’efficacia di un cane da protezione dipende principalmente dalla sua capacità di agire come deterrente primario, cioè di interrompere la normale sequenza predatoria del lupo e quindi l’attacco al bestiame. Questo meccanismo può essere rinforzato da altri meccanismi indiretti di esclusione territoriale (es. vocalizzazioni, marcatura del territorio con segnali odorosi come feci e urine) o diretti (breve inseguimento e confronto diretto e/o socializzazione con il predatore). In generale i combattimenti tra cane e predatore sono eventi rari: l’azione del cane da difesa è in meramente dissuasiva.
- In assenza di studi che confermino una relazione tra aggressività ed efficienza di protezione, si ritiene che selezionare il cane sulla base della sua aggressività non sia necessario, ma sia anzi sorgente di conflitto sociale in aree caratterizzate da fruizione turistica o comunque abitate. Nel caso di aree con elevata pressione predatoria, si consiglia di usare come deterrente un maggior numero di cani: da 3 a 5 cani sono risultati efficaci con più di 1000 pecore, ma sempre in presenza di un custode; in aree di pascolo con fitta vegetazione e orografia complessa molti allevatori usano un numero di cani ancora maggiore.





