L’uso delle recinzioni rientra tra i metodi che possono migliorare la protezione del bestiame e favorire la coabitazione tra allevatori, bestiame e predatori, ma è regolata da alcune norme.

La normativa vigente a livello nazionale disciplina nel dettaglio la materia del benessere animale, le pratiche necessarie per l’avvio dei lavori, i limiti e divieti legati agli impianti elettrici per tutela della salute umana e animale.

Altre norme locali derivano da regolamenti di comuni, enti parco o altri organismi territoriali e variano da zona a zona. Prima di iniziare i lavori informatevi sul da farsi presso i relativi uffici.

  • Con il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, 146 in “Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti” (Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2001) all’art. 4 si indica che le autorità sanitarie competenti hanno il dovere e diritto di controllare che il bestiame venga custodito ed accudito secondo le corrette esigenze fisiologiche ed etiche. La custodia del bestiame, quindi, non è solo un interesse etico ed economico per l’imprenditore agricolo, ma anche un obbligo di legge.
  • Con la Legge 241/1990 all’art. 19 si stabilisce che per poter iniziare i lavori di costruzione di una recinzione fissa si è obbligati a comunicarlo all’ente territoriale di competenza, che può essere l’Ufficio SUAP del Comune o dell’Unione dei Comuni. La pratica da presentare è la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Da febbraio 2016, la normativa relativa alle procedure di semplificazione della SCIA è in discussione tramite la formulazione di un nuovo decreto.
  • Con il Decreto Legislativo 42/2004 art. 146 si stabilisce che in caso di area sottoposta a vincolo ambientale- paesaggistico, è prevista la presentazione di una relazione tecnica e l’elaborazione progettuale redatta da un tecnico abilitato. La pratica deve, successivamente, essere approvata con parere positivo dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio competente per territorio. Inoltre, se si utilizzano materiali edili come il cemento, l’opera viene assoggettata a normativa edilizia e quindi necessita di altre autorizzazioni poiché produce una trasformazione urbanistica ed edile del suolo.
  • Con il  Decreto del Presidente della Repubblica  357/1997 art. 5, in attuazione della Direttiva Habitat art. 6, è previsto l’obbligo di valutazione d’incidenza all’interno dei siti Natura 2000. All’interno delle Aree Protette fare riferimento ai Regolamenti degli Enti, oppure alle norme di salvaguardia previste dalle Leggi regionali (per le aree protette regionali), o dalla Legge quadro aree protette 394/1991 e ss.mm.ii (per le aree protette nazionali).
  • Con il Codice Penale all’art. 51 si stabilisce che l’uso del filo spinato è consentito previa la sua chiara segnalazione e una ottima visibilità. È, invece, severamente vietato dalla legge il collegamento del filo spinato a un impianto elettrico. In caso di mancato adempimento  s’incorre in sanzioni amministrative pecuniarie come da art. 675 c.p..
  • L’emendamento A12 della normativa Europea fornisce indicazioni in merito alle caratteristiche tecniche delle recinzioni elettrificate e stabilisce che:
    • Gli elettrificatori in grado di rilasciare più di 5 Joule devono prevedere un dispositivo di sicurezza (effetto ritardato). Questo assicura che l’impulso venga rilasciato dopo un tempo di sicurezza.
    • Tutti gli elettrificatori a norma che superano tale limite devono presentare questo simbolo.
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    • La frequenza degli impulsi non deve superare i 40 al minuto e le recinzioni alimentate da più elettrificatori non possono essere più vicine tra loro di 2,5 metri.
    • È vietato elettrificare il filo spinato.
    • L’ emendamento stabilisce che i cartelli di avvertimento della presenza di una struttura con passaggio di corrente elettrica deve essere posto a 50 metri l’uno dall’altro e devono riportare l’apposito simbolo della mano con le tre scosse.

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