Caprioli e pecore sono semplicemente cibo per un lupo. Tuttavia gli attacchi al bestiame, anche se con grande variabilità a livello regionale e locale, sono eventi che possono essere di forte impatto economico, diretto (danni) e indiretto (aborti, ferite, fuga del bestiame e perdita di produzione del latte), oltre che emotivo sui singoli imprenditori, generando conflitto e scontento. A livello sociale tali impatti generano una resistenza ai programmi di recupero e conservazione del lupo, mentre a livello individuale uccisioni illegali.

Pertanto, è di vitale importanza comprendere quali siano i fattori che contribuiscono ad aumentare il rischio di predazione (e quindi di attacco) al bestiame (soltanto attraverso un’analisi obiettiva di un problema è possibile trovare soluzioni efficaci!).

I lupi, come molti altri predatori, amano predare in economia, quindi traggono vantaggio dal trovare, inseguire e uccidere una preda con facilità, come lo è nel caso di una pecora che non manifesta spiccati comportamenti anti predatori.

La gran parte degli attacchi a domestici è da attribuirsi, inoltre, a specifiche situazioni che ne aumentano la vulnerabilità e li rendono una facile preda:

1) vicinanza ad aree di cura e allevamento di cuccioli di lupo (es. siti di rendez-vous o tane);

2) tipologia di copertura vegetazionale e orografia dell’area di pascolo (la presenza di arbusti, cespugli, la vicinanza al bosco e l’orografia complessa riducono la visibilità e permettono al predatore di avvicinarsi e nascondersi);

3) grado di sorveglianza e presenza di sistema di protezione (la presenza di pastori e/o cani da guardiania e/o recinzioni  riduce l’accesso al bestiame da parte del lupo);

4) gestione dei parti e assenza di smaltimento delle carcasse (i neonati sono più vulnerabili e gli odori associati al parto o anche ad un animale morto) richiamano i predatori;

5) metodo di pascolamento (animali al pascolo brado incustodito in gruppo frammentati rappresentano una facile preda per un lupo);

6) condizioni meteorologiche (le giornate più critiche sono quelle con pioggia e nebbia fitta che riducono la visibilità e consentono al lupo di nascondersi);

7) periodo dell’anno (in estate, in coincidenza con la presenza dei cuccioli dei lupi, gli attacchi potrebbero essere più frequenti);

8) scarsa disponibilità di prede naturali (l’assenza di prede naturali può favorire la predazione su specie domestiche).

Per saperne di più vedere la sezione “Riferimenti utili” ed in particolare le sezioni “Per saperne di più” e “Pubblicazioni” (Miti e Leggende: Lupi e prede).

Miti e leggende