tamburroÈ dal 1950 che i Tamburro hanno una azienda nei pressi di Barrea, e una lunga tradizione di famiglia. Ne parliamo oggi con Alessandro, 40 anni; molti anni fa abbiamo conosciuto il padre, Eliseo, in occasione di un sopralluogo: un orso era entrato nella stalla e aveva ucciso una decina di pecore in un paio di giorni. Eliseo aveva utilizzato diversi stratagemmi subito dopo il primo attacco, tipo aumentare l’altezza della recinzione metallica, scavare delle buche per renderla più alta, metter pietre alle finestre della struttura in muratura, ma l’orso aveva dimostrato sempre di trovare alternative per riuscire ad entrare. Alla fine, con una recinzione elettrica fissa e una maggiore sorveglianza nei giorni critici, niente più danni fino ad oggi. Respiriamo la stessa atmosfera con il figlio: «Orsi e lupi sono forse per noi il minimo dei problemi, se fai bene il tuo mestiere».

Alessandro ci conferma che le recinzioni elettriche sono un ottimo investimento, soprattutto se associate ai cani da guardianìa. Se lui potesse, recinterebbe tutto il pascolo, così risolverebbe i problemi degli attacchi e starebbe più tranquillo anche durante il giorno, ma ha un pascolo frammentato e costa troppo acquistare i terreni confinanti che purtroppo non sono gestiti, mentre lui si impegna a decespugliare i pascoli che gli competono per rendere ottimali le condizioni ambientali e ridurre così il rischio di attacco per il bestiame. Mentre parla 3-4 cani maremmani abruzzesi ci vengono incontro socievoli, ma con una confidenza più rispettosa verso Alessandro. «Per me bisogna minimizzare l’aggressività nei cani, che è solo un problema, sennò non li controlli, scappano e creano problemi con turisti. Ma i cani devono essere numerosi, da sei a dieci: più sono, meno si fanno depistare dai lupi e funzionano da allarme per noi. Sono un ottimo deterrente, ma se i lupi vogliono attaccare, non c’è sistema che tiene». Una decina di capi persi li mette in conto ogni anno, ma solo quando gli animali sono al pascolo, ma vengono risarciti.

Alessandro ci dice che è importante stare al passo coi tempi e capire su cosa investire per far funzionare un’azienda. «Prima allevavamo solo pecore ma c’erano costi elevati soprattutto per fare il fieno; adesso produciamo ancora agnelloni, ma preferiamo allevare quasi solo mucche, razza limousine, più produttive. Non solo, rispetto ad altre razze, dopo poco minuti dal parto il vitello della limousine è già in piedi e quindi meno vulnerabile agli attacchi da lupo, ma bisogna sempre vigilare nel periodo dei parti e controllare che le femmine gravide stiano bene. Evitare gli aborti e fare i vaccini più importanti è la battaglia principale».

Un consiglio per un giovane che vorrebbe fare questo mestiere? «Controllare e proteggere, ma questo è scontato quando si fa questo mestiere. Più importante è saper trovare fondi, creare iniziative e cooperazione tra gli allevatori, promuovere insieme i propri prodotti e non abbandonare il territorio».

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