• Da pochi anni in Europa sono stati avviati diversi studi per trovare misure alternative che possano sostituire l’uso dei cani in aree di potenziale conflitto con le attività turistiche. Tra questi rientra l’impiego di altri animali da protezione: asini, muli, lama e alpaca.
  • L’uso di animali da protezione è popolare negli Stati Uniti fin dagli anni ’80, e sebbene siano promettenti da un punto di vista economico e gestionale, sono ridotte le evidenze della loro efficacia come dispositivo di prevenzione, soprattutto nel caso di predatori come il lupo.
  • L’utilizzo di questi animali è in genere consigliato nel caso di greggi o mandrie di ridotte dimensioni ed in aree recintate.

Asini e muli

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  • Gli asini e muli sviluppano un forte senso di protezione del loro territorio, più che del bestiame con cui crescono e non hanno paura di  affrontare un predatore.
  • Sono consigliati come animali da protezione in presenza di ovicaprini.
  • Legano con facilità con il bestiame e in tempi molto brevi (4-6 settimane); è preferibile condurre la fase d’integrazione in un’area aperta di ridotte dimensioni e recintata (recinzioni robuste per evitare che questi animali possano forzarle e scappare).
  • E’ consigliabile acquistare un animale che sia stato già cresciuto e abituato a stare col bestiame, per facilitare l’inserimento nel gregge.
  • E’ utile scegliere le femmine o i castroni, perché i maschi possono presentare atteggiamenti aggressivi nei confronti del bestiame.
  • Il pascolo da proteggere dovrebbe coincidere con un’area aperta ridotta in dimensione e recintata. In genere sono consigliati per greggi non superiori ai 200-300 individui e ai 100 nel caso di aree con scarsa visibilità (cespugliate).
  • Sono animali facili da gestire e richiedono poca attenzione. Il costo di mantenimento non è alto avendo una dieta da erbivori (simile a quella del bestiame cui sono associati), e le cure veterinarie sono contenute.
  • E’ necessario porre particolare attenzione a selezionare gli animali che offrono un corretto comportamento difensivo della mandria.
  • Sono animali molto longevi con una vita media di 8-15 anni.
  • Possono essere utilizzati in associazione ad altri metodi di prevenzione.
  • Attenersi a tutte le norme previste dalla Legge in materia di detenzione e allevamento e alle Leggi sanitarie vigenti.  Si consiglia di informarsi accuratamente presso le strutture competenti, come i servizi veterinari ASL.

Alpaca e Lama

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  • I lama e gli alpaca sviluppano un forte senso di protezione del loro territorio e del bestiame con cui crescono. In genere, in caso di pericolo, emettono anche un richiamo di allarme, oltre che affrontare il predatore.
  • Possono essere usati come animali da protezione sia con ovi caprini sia con bovini.
  • Raggiungono la “maturità” in termini di protezione dopo i 18 mesi di vita e l’inserimento nel bestiame può avvenire sia in giovane età (tra i 6 e 11 mesi) sia in età adulta (2 anni).
  • Legano con facilità con il bestiame e in tempi molto brevi (4-6 settimane); è preferibile condurre la fase d’integrazione in un’area aperta di ridotte dimensioni e recintata.
  • Un solo lama di sesso maschile (circa 2 anni di età)  può costruire un rapporto più stretto con il bestiame rispetto a più individui; anche nel caso degli alpaca è preferibile non superare i due individui per evitare che socializzino tra di loro invece di difendere il gregge o la mandria. E’ sempre preferibile sterilizzare i maschi (è consigliato farlo in età adulta per non arrecare problemi allo sviluppo) per evitare la manifestazione di comportamenti aggressivi nei confronti del bestiame.
  • E’ necessario porre attenzione a selezionare gli animali che offrono un corretto comportamento difensivo della mandria ed è importante porre attenzione alla reazione del bestiame che può essere o di totale indifferenza, ma anche di paura.
  • Il pascolo da proteggere dovrebbe coincidere con un’area aperta ridotta in dimensione e recintata. La dimensione ottimale del pascolo dipende dal grado di dispersione della mandria e/o gregge e da quello di apertura del pascolo. In genere, entrambe le specie sono più efficaci nel difendere gruppi di bestiame ben compatti. Sono consigliati per greggi non superiori ai 200-300 individui e in genere 100 se il pascolo è molto ostruito.
  • Sono animali facili da gestire e richiedono poca attenzione. Il costo di mantenimento non è alto avendo una dieta da erbivori (simile a quella del bestiame cui sono associati), ma le cure veterinarie potrebbero essere più alte rispetto ad altri animali da protezione.
  • Sono animali molto longevi con una vita media di 15 anni.
  • Possono essere utilizzati in associazione ad altri metodi di prevenzione (protettivi anche nei confronti dei cani da protezione).
  • Trattandosi di animali esotici attenersi a tutte le norme previste dalla Legge in materia di detenzione e allevamento e Leggi sanitarie vigenti. Si consiglia di informarsi accuratamente presso le strutture competenti, come i servizi veterinari ASL.