Sorveglianza da parte di persone
- La presenza di un pastore associato ai cani e alla pratica di ricovero notturno del bestiame ha consentito per millenni di condurre le mandrie o il gregge in aree di presenza di predatori in Europa, Asia e Africa.
- Negli ultimi decenni, a causa della crisi sociale ed economica che ha colpito la tradizione rurale, delle diverse esigenze gestionali delle aziende agricole zootecniche (differenziazione delle attività non più solo legate alla pastorizia ma anche ad altre attività, es. viticoltura o l’olivicoltura) e della scomparsa del lupo nella maggior parte del territorio italiano, gli allevatori hanno investito sempre meno tempo ed energia per proteggere in maniera efficiente i propri capi di bestiame; da qui la scomparsa del pastore o del custode come strumento di sorveglianza.
- Negli ultimi decenni, il naturale ritorno del lupo nella maggior parte della penisola italiana, ha favorito il recupero della sorveglianza diretta da parte dell’uomo come strumento di prevenzione. Rientrano in questa categoria pastori e custodi, ovvero personale che svolge per l’azienda agricola zootecnica il lavoro di vigilanza durante gli spostamenti del bestiame al pascolo.
- La presenza di un custode offre una serie di benefici, come elencato di seguito:
- diminuisce la vulnerabilità del bestiame, soprattutto se associato alla presenza di cani da protezione durante il pascolo e/o a recinzioni ben strutturate nelle ore notturne;
- consente l’ispezione quotidiana del bestiame (animali persi, feriti, etc.);
- consente un controllo del corretto comportamento dei cani da lavoro (cani da protezione e cani da conduzione)
- migliora la conduzione del gregge o della mandria al pascolo (maggiore coesione e possibilità di utilizzare più aree di pascolo e a rischio di attacco per vegetazione alta).
- Nel caso di gruppi di bestiame di dimensioni ridotte, sostenere le spese legate al pascolo vigilato da parte di un pastore o custode potrebbe non essere conveniente da un punto di vista economico. E’ auspicabile, in questi contesti, unire più greggi anche appartenenti a proprietari diversi sotto una unica vigilanza. Da ricordare in questo caso la necessità di sottoporre a controllo sanitario il bestiame prima di unirlo in un unico gruppo, per evitare il diffondersi di patologie dannose.