Recinzioni metalliche fisse

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Caratteristiche tecniche e materiali

La recinzione metallica è una costituita da tre componenti di base: rete, pali e cancelli. Le indicazioni qui riportate vi permetteranno di realizzare al meglio la vostra struttura.

Luogo

  • È importante valutare con attenzione la morfologia del territorio prima di iniziare i lavori di realizzazione.
  • Cercare di seguire un percorso privo di affioramenti rocciosi o fossi, evitare di chiudere aree dove ci possa essere ristagno d’acqua, mantenersi a debita distanza da alberi che possano cadere sulla recinzione o che possano facilitare l’ingresso di animali.
  • Porre particolare attenzione alla presenza di dossi e alture che potrebbero facilitare il salto e quindi l’ingresso del predatore.
  • Minimizzare il numero di angoli e renderli meno acuti possibile per evitare che il bestiame, in caso di allarme, si ammassi in questi punti con pericolo di schiacciamento e soffocamento.
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Particolare di angolo con stondatura di rete metallica fissa.
  • Prevedere da subito, in territori totalmente pianeggianti e poco drenati, la possibilità di realizzare scoli che lascino defluire le deiezioni e le acque piovane, facendo attenzione a porre in sicurezza i punti di scolo verso l’esterno della recinzione per evitare di lasciare vie di accesso ai predatori.
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Messa in sicurezza di punti di scolo.
  • Prevedere da subito la possibilità di dotare l’area recintata di punti di abbeverata, ripari, mangiatoie, cancelli di dimensioni adeguate per l’ingresso di mezzi agricoli.
  • Valutare sempre la presenza di strade, elettrodotti, condutture e relativi vincoli.

Dimensioni

  • L’altezza della recinzione deve essere di almeno 170-175 cm fuori terra, interrata di almeno 25 cm e deve essere presente una “piegatura antisalto” verso l’esterno di circa in media 30 cm piegati a 45° (per ostacolare l’accesso dall’alto da parte dei predatori).
  • Su terreni acclivi per evitare l’ingresso dei predatori può essere necessario incrementare ulteriormente l’altezza della recinzione nel lato posto a monte.

 

  • Se non è possibile effettuare lo scavo per la messa a dimora della base interrata della recinzione, è utile pensare di realizzare una struttura a “grembiule”. Questo prevede che alla rete verticale venga collegata una rete più morbida posta in orizzontale verso l’esterno della recinzione per almeno 50 cm. Si crea in questo modo un antiscavo detto “a grembiule”. Tale aggiunta va fissata alla rete verticale nella parte interna della recinzione con del fil di ferro con la legatura verso l’esterno per non permettere agli animali ricoverati di ferirsi. Il grembiule va inoltre fissato a terra con delle cambrette, se il terreno non è troppo roccioso. Altrimenti, è consigliato posizionare dei massi alla base della rete in verticale. Finito il lavoro la parte della rete in esterno deve essere sotterrata.
Esempio di "grembiule"
Esempio di “grembiule”

Tipologia di rete

  • Tra le reti elettrosaldate si consiglia di utilizzare quelle da edilizia con maglie di 10 x 10 cm e diametro del filo di 5 mm o superiore. Nel tipo a maglia 15 x 15 cm possono entrare le volpi, che possono predare gli agnelli. Questa rete può essere acquistata già zincata per renderla più resistente all’ossidazione, ma con un sensibile aumento del costo. In ogni caso la durata in condizioni normali di questo tipo di rete non zincata è superiore ai 10 anni.
  • È disponibile in commercio in fogli rigidi di diverse dimensioni (3 x 2 o 4 x 2,25 m). Questo tipo di rete si presta per realizzare recinzioni in zone morfologicamente disagiate, montando ogni foglio in modo da seguire il profilo del terreno, eventualmente sagomandolo in base alla necessità. Con un leggero sovrapprezzo, alcuni fornitori vendono la rete già piegata con l’antisalto.
  • I singoli fogli di rete devono essere uniti l’uno all’altro con un robusto filo di ferro zincato (la zincatura è necessaria perché essendo il filo di diametro inferiore rispetto al filo della rete, si ossiderebbe e si romperebbe molto prima della recinzione) o sulle giunture sui pali di legno utilizzando cambrette in ferro. I fogli possono essere sovrapposti per un paio di maglie rendendo la rete fissa, oppure anche legati senza sovrapposizione, questo permette che la struttura sia più oscillante, anche se perfettamente solida, e quindi un possibile animale che vi si appoggi per tentare di entrarvi non sentendola stabile, è probabile che desista dal tentativo di scavalcarla. Si consiglia di rivolgere verso l’esterno della recinzione le legature del filo di ferro per evitare che il bestiame e i cani da protezione possano ferirsi.
Recinzione metallica con maglie non sovrapposte nella legatura.
Recinzione metallica con maglie non sovrapposte nella legatura.
  • In caso di utilizzo di reti non elettrosaldate, vi consigliamo di acquistare quelle zincate a “maglia ritorta” (del tipo paramassi) o quelle a maglia rettangolare del tipo “annodata” con diametro dei vivagni di almeno 3,5 mm e filo di almeno 3 mm. In entrambi i casi si tratta di reti molto robuste, adatte anche al contenimento di cinghiali e altri ungulati e molto durevoli nel tempo. Queste reti sono vendute in rotoli di diversa altezza e lunghezza di 25 e 50 metri.
  • La rete va interrata a regola d’arte nonostante le difficoltà legate al terreno. Prestare particolare attenzione ai terreni pianeggianti, perché possono causare ristagno di acqua piovana, urine e deiezioni.
  • Per la barriera antisalto è necessario montare delle staffe piegate sui pali e legare la rete a queste.

Paleria

  • Si può scegliere tra pali di legno non marcescente (in castagno, robinia, pino trattato in autoclave), pali di ferro e di cemento.
  • Il diametro della paleria deve essere maggiore negli angoli (per il pali di legno almeno 12 cm in testa) e minore lungo i lati (almeno 10 cm).
  • I pali dovranno essere piantati per almeno 40 cm. La distanza dipende molto dall’orografia del territorio e dal substrato, ma anche dalla modello scelto. Osservando il substrato i pali devono essere più ravvicinati in corrispondenza di punti di criticità (es dislivelli), si consiglia in generale di non superare i 3 metri di distanza tra un palo e l’altro. Rispetto al modello scelto, se si decide di realizzare una recinzione metallica fissa con rete elettrosaldata e di non sovrapporre le magli, la distanza potrà essere pari anche alla lunghezza massima del foglio. Ricordarsi sempre di considerare dislivelli e altre irregolarità del terreno che necessitano una maggiore stabilità.
  • Per aumentare la resistenza della recinzione si possono intercalare pali di legno a tondini di ferro da edilizia (superiore ai 16 mm, ma preferibile almeno 24 mm). In posizione angolare può essere necessario piantare dei pali di controventatura. È bene montare i i pali esternamente alla rete, soprattutto nel caso di allevamenti di bovini che, grattandosi contro i pali, li spingono con forza, piegando tutta la recinzione.
Dettaglio di un angolo
Dettaglio di un angolo

Cancelli

  • I cancelli dovranno avere altezza uguale alla recinzione, essere dotati di chiavistello, piegatura antisalto e una traversa antiscavo realizzata in muratura, pietra o legno. E’ necessario evitare il contatto tra cancello e recinzione. Una soluzione è che piegatura antisalto (di circa in media 30 cm) verso l’esterno venga posta a una minore altezza rispetto a quella della recinzione.
  • É vivamente consigliato realizzare l’antisalto del cancello con una rete che non ne lasci la possibilità del passaggio di un animale. Evitare l’uso del filo spinato.

Note per l’utilizzo

  • Le recinzioni antipredatorie fisse permettono di ridurre gli attacchi limitatamente al periodo in cui il bestiame è contenuto all’interno della struttura. Non escludono, pertanto, gli attacchi da predatore al pascolo o durante gli spostamenti dall’azienda alle aree di pascolo.
  • Le recinzioni devono essere dimensionate in base al numero di capi allevati, per rispettare sia le regole della condizionalità aziendale (ossia una gestione dell’azienda profondamente attenta all’ambiente, alle condizioni del bestiame, alla qualità dei prodotti finali), sia le norme sul benessere animale. In base a questa ultima norma, l’area che deve essere occupata da un animale in stabulazione fissa o temporanea varia in funzione della dimensione dell’animale.
  • Per mantenere uno stato di salute ottimale degli animali, durante il periodo di utilizzo della recinzione è necessario eseguire spesso un’accurata pulizia dell’area recintata e dei suoi elementi (es. mangiatoie e abbeveratoi). Il terreno all’interno del recinto è soggetto a un accumulo di deiezioni maggiore rispetto al pascolo aperto ed è quindi necessario prevedere un frequente ricambio di paglia o altro materiale con cui si ricopre l’area. Inoltre, è necessario mantenere i punti di alimentazione ben puliti da deiezioni (fare attenzione all’altezza delle mangiatoie) e mantenere sempre attivo un punto di abbeveraggio. La mancanza di questi accorgimenti può portare allo sviluppo di patologie, anche gravi (problemi podalici, parassitosi, ecc.)
  • Controllare periodicamente il perimetro della recinzione e ricordarsi di farlo ogni volta che si verifichino eventi meteorici che possano provocare ruscellamento, smottamenti, caduta di rami o alberi, quali ad esempio forti piogge, nevicate intense, trombe d’aria, ecc.
  • Controllare il comportamento del cane da protezione con il bestiame dentro la recinzione. È importante che la risposta del cane alla presenza di un disturbo (persone o cani che si avvicinano) non metta in eccessiva allerta il bestiame, agitandolo; nel caso che accada, separarli. A tal fine potrebbe essere utile dotarsi di videocamere di sorveglianza che permettono di riprendere il movimento degli animali direttamente da un dispositivo cellulare. Le videocamere hanno la possibilità di essere ricaricate da pannello fotovoltaico. Per farle funzionare è necessario utilizzare anche una scheda traffico dati. Pertanto, prima di acquistarle, bisogna controllare che nella zona in cui si intende installarle prenda bene il cellulare. Se vi è la possibilità di avere una rete wifi a disposizione è possibile scegliere modelli di videocamere con questo tipo di collegamento.
  • Si consiglia sempre di valutare una consulenza del proprio agronomo o tecnico della propria Associazione di Categoria Agricola.

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